Non puoi più distinguerli dalla terra
i fiori di pesco, una volta andati,
che neanche l’erba ricorda i colori.
Tu, ben altro in testa del primo vere,
neanche sapesti notarli cadere.
Forse per caso, un pomeriggio ozioso,
con sguardo indolente avvertisti il rosa,
rincasando, al di là del marciapiede,
ma lo perdesti negli altri fenomeni
che come te s’estinguevano altrove.
Svaporò come sogno in pochi giorni
e fu scontata sorpresa trovare
i frutti sui rami, pronti e maturi.
O altri notarono, forse inciampando,
il mistero d’una pesca marcita
con la sordida stizza della fretta
che mai si concede la meraviglia.
È così che non distingui i tuoi giorni,
quando, senza aver palpato quei frutti,
il rimpianto di quei petali rosa
con cui avresti danzato nel meriggio
sfuma nel bianco d’un volto cinereo
che presto, molto presto, troppo presto,
non si distinguerà più dalla terra.